Le eccellenze dell’artigianato ligure

Splendida Liguria, terra ricca di storia e di cultura, nonché di clima e luoghi incantevoli, in ogni stagione dell’anno, con località famose e rinomate nel mondo, da Portofino a Sanremo.

Ma questa regione non è solo questo: c’è di più, ed è la ricca produzione di artigianato, di numerosi ed interessanti articoli, tutti di grande qualità, talmente intensa e radicata al punto da aver trovato nel tempo un’ampia diffusione commerciale anche al di fuori del territorio locale.

Da sempre, gli artigiani liguri sono stati molto abili nel lavorare le materie prime disponibili sul loro prezioso territorio, così come anche quelli che arrivavano da lontano, grazie alla posizione strategica ed agli intensi traffici marittimi.

Ancora oggi alcune lavorazioni tipiche sono attività importanti e praticate secondo tradizione: l’artigianato ligure affonda le sue radici sicuramente nel glorioso passato di Genova, nel suo importante ruolo di Repubblica Marinara, e in una serie di arti e mestieri sviluppatisi grazie all’utilizzo di materie prime proprie della regione. Gli artigiani, nel corso dei secoli, hanno mantenuto viva e fiorente la loro abilità manuale, che si esprime principalmente nella ceramica, nella tessitura e nella filatura, così come nell’incisone e realizzazione di preziosi, nella lavorazione dell’ardesia e, ovviamente, nell’immancabile eccellenza dell’enogastronomia.

Le lavorazioni tipiche liguri sono un trionfo di raffinatezza, perfezione, creatività ed abilità, conosciute anche al di fuori dei confini regionali, addirittura con fama sbarcata nei mercati esteri, tanto che le maestranze della Liguria sono richieste ed apprezzate in tutto il mondo, abili rappresentative del saper fare il Made in Italy.

Sono tante e variegate le produzioni artigianali che in questa regione meritano uno cenno particolare: diamo allora uno sguardo, nel dettaglio, alle principali eccellenze artigianali.

Partiamo da uno dei prodotti forse più tipici, la cosiddetta “campanina”, la sedia in legno di Chiavari che deve l’origine al soprannome dell’ebanista che la ideò, Giuseppe Gaetano Descalzi

detto appunto il Campanino, poiché discendeva da una famiglia di campanari. Questo prodotto, conosciuto anche come “chiavarina” affonda le sue origini nel 1807. Le sedie, con una tecnica costruttiva rimasta immutata nel tempo, sono realizzate in legno di ciliegio o faggio, con seduta foggiata da un intreccio di canne d’India, completamente assemblata a mano, leggera ed elegante: esportate in tutto il mondo, ancora oggi rappresentano uno degli oggetti più apprezzati dell’artigianato ligure.

Sedia di Chiavari
Foto CC BY-SA 3.0 it by https://it.wikipedia.org/wiki/Sedia_di_Chiavari#/media/File:%22_11_-_ITALY_-_Superleggera_Gi%C3%B2_Ponti_chair_CASSINA.jpg

Un altro splendido prodotto “Made in Liguria” è sicuramente legato alla lavorazione del damasco di Lorsica, un paesino nell’entroterra di Portofino, in Val Fontanabuona, dove si coltiva l’arte antica di questo prezioso tessuto. Favorita dai rapporti con le corporazioni genovesi, nel XV secolo la lavorazione della seta e del damasco prese il via in queste zone e ancora oggi, dagli antichi telai, si ottengono manufatti come un tempo, e cioè con il disegno che risulta essere in rilievo dal diritto e concavo sul rovescio. Riconoscibili anche per le classiche raffigurazioni della palma, della rosa e del prezzemolo, i damaschi di Lorsica sono di fattura insuperabile, così come pregiati ed unici sono i soggetti dell’ape napoleonica in campo azzurro, i nodi d’amore e il pregiato rigato stile Luigi XVI, particolari, questi, che uniti alla consistenza della trama, rendono questi tessuti preziosi e molto richiesti, soprattutto usati in arredamento e tessuti d’interni, nonché nei paramenti sacri.

Foto da https://www.facebook.com/museodamasco/

Altra produzioni artigianale di grande pregio, giustamente famosa per la lunga tradizione dalla quale deriva, è la lavorazione della ceramica di Albisola: tutta la Liguria, fin dal Medioevo, è stata un importante centro di produzione di ceramiche conosciute e commercializzate in tutto il mondo, certamente favorito dalla strategica posizione geografica delle sue città marinare. Il culmine si ebbe nei secoli XVI e XVIII, quando la Regione si identificò come uno centri più importanti d’Europa per questo genere artistico. Per la decorazione ci si ispirava (e ancora ci si ispira) al gusto arabo, spesso reinterpretato in decori originali, dai caratteristici colori verde e turchese. Questi prodotti artigianali di altissimo livello hanno il loro culmine nell’esibizione annuale del Festival Internazionale della Maiolica, che si svolge nei mesi di maggio e giugno fra Albisola Superiore, Albissola Marina, Savona e Genova.

Foto da http://www.scuoladiceramica-albisola.com/

Nell’arte dell’oreficeria ligure, un posto di rilievo è sicuramente occupato dalla filigrana: a Genova il periodo di maggior produzione si ebbe tra il 1700 ed i primi anni di questo secolo, con artigiani specializzati che contavano fino a 200 dipendenti e producevano lavori su commissione per diverse parti del mondo, tra cui America e Australia. La produzione consiste nell’intrecciare l fili e i granuli d’oro o d’argento in disegni originali di trame preziose e, anche in questo caso come già nelle ceramiche, richiama lo stile orientale. Dall’800, gli orefici genovesi erano considerati dei veri e propri artigiani del lusso tanto che, ancora oggi, la Via degli Orefici è una delle strade storiche più rinomate del centro di Genova, proprio dove un tempo c’erano numerose botteghe orafe della Corporazione. Nonostante la sua tecnica antica e il suo design di tempi ormai remoti, possiamo affermare che la filigrana si adatta ancora pienamente ai gusti della nostra epoca.

Come abbiamo visto, in Liguria, terra di marinai, naviganti e mercanti, si è sviluppato un artigianato poliedrico che riflette sia il temperamento che le attività dei suoi abitanti: non ci si può dimenticare, fra le altre cose, nemmeno della lavorazione del legno, arte che non poteva essere sconosciuta a una regione che da sempre si occupa di marineria e di costruzioni di imbarcazioni di grande rilevanza ed impatto nel mercato mondiale: famosissimo, infatti, proprio a Genova, è il prestigioso Salone Nautico, il più grande del Mediterraneo, da sempre in grado di richiamare un altissimo numero di visitatori e creare un importante riscontro in termini di indotto su tutto il territorio ligure.

Le ricche trame dell’artigianato ligure si realizzano anche a Zoagli, suggestivo borgo marinaro dagli scenari mozzafiato, ancora in provincia di Genova, dove viene custodita l’arte del velluto, fiorita intorno al ´500 quando la località si specializzò proprio nella tessitura di velluti in seta pura, acquisendo fama a livello internazionale. Gli splendidi tessuti servivano sia per la fabbricazione di preziosi abiti per nobili signore, sia per l’arredamento di case aristocratiche e corti europee. Ancora oggi, come allora, le abili tessitrici, custodiscono con cura i segreti artigiani, fabbricando velluti dalle qualità eccezionali (hanno raggiunto anche la Casa Bianca!), che possono essere prodotti solamente con telai manuali e che devono corrispondere alle caratteristiche descritte nel relativo disciplinare. Punta di diamante della produzione è il famoso velluto liscio “Nero di Genova”.

Parlando di stoffe, non possiamo non ricordare la nascita del tessuto più famoso del mondo, vale a dire il Blue Jeans, o Blu di Genova: nato proprio qui, in quella Genova (da cui “Genes”, poi trasformato in Jeans) mercantile del XVI secolo in cui si usava una particolare e resistente tela blu per confezionare sacchi per vele e coprire le merci sulle navi mercantili…

E come trascurare l’enogastronomia, vanto ed eccellenza indiscussa, con i vari prodotti locali, dal vino alle olive, passando per un vero e proprio mito, il pesto. In Liguria, le tipiche specialità alimentari hanno diversi aspetti, a seconda della loro zona di provenienza: le località più vicine al mare presentano una gastronomia tipicamente mediterranea, mentre all’interno i sapori sono decisamente di bosco e montani ed hanno influenze piemontesi. Un prodotto assolutamente straordinario è rappresentato dal mosciame di tonno rosso: detto anche Tarantello, è una preparazione tipica delle zone rivierasche della Liguria e di poche altre zone di mare nazionali, ricavata dalla parte superiore della ventresca di tonno, che viene squamata, ripulita e lavata, lasciando poi i filetti a seccare sotto sale.

Foto CC BY 3.0 di https://it.wikipedia.org/wiki/Mosciame#/media/File:Mojama_de_at%C3%BAn-2009.jpg

E ancora gli amaretti di Sassello, i biscotti del Legaccio, il Pandolce, la speciale focaccia al formaggio, l’olio evo Riviera Ligure Dop, le olive taggiasche principalmente della zona di Imperia e Oneglia, la salsa alle noci con cui condire i Pansotti, e per finire le trofie con l’inseparabile pesto, a base di un basilico dalle foglie piccole e profumate che si trova solo qui.

Ma l’artigianato ligure non è solo tessuti, sete o pesto!

Nella seconda metà dell’Ottocento, la presenza in Val Fontanabuona di cave di ardesia, diede vita ad un importante commercio legato alla sua lavorazione. Conosciuta anche con il nome di lavagna o pietra nera, la lavorazione di oggi non è molto diversa da quella di un tempo, anche se ovviamente facilitata dalla meccanicizzazione. L’artigianato di questa pietra nera si riferisce alla realizzazione di oggetti di design, rifiniture architettoniche e addirittura tavoli da biliardo, il cui piano sotto il tappeto verde viene realizzato proprio con questo materiale, ma in tutta la Regione, peraltro, si possono ammirare palazzi storici, chiese e tetti completamente ricoperti da ardesia.

Le località della Liguria più rinomate per l’estrazione della pietra simbolo della Liguria di Levante sono, oltre a Val Fontanabuona, Arma di Taggia e Valle Argentina, ed ancora l’entroterra di Chiavari e Lavagna e soprattutto sul Monte San Giacomo. Oggi sono ancora attive molte cave, laboratori artigianali e piccole industrie per la lavorazione della pietra che gli artigiani specializzati, detti “spacchini”, riescono a sfaldare perfettamente fino a raggiungere spessori incredibilmente sottili.

Ceramiche, arredi, gioielli, olio extravergine e molto altro: sono soltanto alcuni dei manufatti più caratteristici dell’artigianato tipico della Liguria, spesso lavorati ancora con tecniche che risalgono al Medioevo, o a secoli successivi ma sempre remoti, tramandate di generazione in generazione fino ai giorni nostri, per non perdere l’unicità di questi segreti preziosi, custoditi gelosamente dagli artigiani maestri di questa terra speciale.

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